Domenica scorsa, insieme a tutta la Chiesa abbiamo iniziato l’anno liturgico nel quale vivremo la Canonizzazione del Beato Charles de Foucauld, il prossimo 15 maggio.

Oggi, primo dicembre, celebriamo la memoria della sua nascita al cielo.

E’ interessante notare come fr Charles sia stato un uomo che ha saputo attendere il compimento della volontà di Dio nella sua vita. Senza fretta, ma con la consapevolezza che l’esplorazione è anzitutto arte di ricerca nella profondità del proprio cuore e della propria vita. Solo chi impara, con pazienza, a conoscersi può scrutare con maggiore intensità gli altri e le realtà che gli sono intorno sino ad essere "in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza"(Ef 3,18).

 

L’esplorazione di Charles de Foucauld è stata proprio questo: ricerca di un amore più grande. Lo dicono le fasi della sua vita travagliata e passionale che non ha conosciuto mai la mediocrità. Lo dice il modo, così consapevolmente entusiasta, con il quale si rende conto, che Dio è Colui che cercava: "Appena credetti che c’era un Dio, capii che non potevo vivere che per lui".

Eppure, la certezza di questa scoperta, non fa di lui un fanatico religioso convertito, la sua esplorazione continua nella ricerca di ciò che un innamorato ha più a cuore e cioè somigliare, quanto più possibile, a colui che si ama. I tentativi che fa, nella ricerca della sua forma di vita religiosa, non sono un tentare di proporre carismi nuovi, strutture nuove all’interno della Chiesa, quanto piuttosto la fatica di vivere una vita quanto più somigliante possibile a quella del Maestro di Nazareth.

La testimonianza dell’esploratore Charles de Foucauld, che quest’anno sarà proclamato santo, può essere veramente un riferimento concreto nel processo sinodale che la Chiesa sta vivendo.

Egli ci aiuta a costruire una mappa per il cammino sinodale con tre coordinate:

  1. Il Vangelo. Metterci in ascolto di Colui al quale vogliamo assomigliare è il punto di partenza di ogni riforma nella Chiesa. Ascolto semplice e profondo; con la consapevolezza che non c’è nessuno, all’ interno della comunità, che possa prendere il posto della Parola di Gesù perché è "secondo il Vangelo che saremo giudicati…non secondo questo o quel libro di questo o di quel maestro spirituale, di questo o di quel dottore, di questo o di quel santo, ma secondo il Vangelo di Gesù, secondo le parole di Gesù, gli esempi di Gesù, i consigli di Gesù, gli insegnamenti di Gesù”.

Ripartire insieme dall’ascolto del Vangelo ci da la garanzia che la strada intrapresa è quella giusta.

  1. L’ adorazione come esercizio personale e comunitario di distruzione di qualunque forma di idolatria e lotta contro la tentazione di trasformare il tempio in un "mercato"; perché, come dice Pierangelo Sequeri, "certo noi ci troviamo in un momento in cui diciamo che pratichiamo forme di solidarietà e quindi di prossimità molto apprezzate, nelle quali la potenza dell’Adorazione di Dio in spirito e verità, non è così viva di primo acchito, non è così trasparente. Che siano le conseguenze della vita cristiana, o i suoi presupposti, però ciò che fa la differenza è l’adorazione. L’adorazione è un nome della fede, è né più, né meno che questo. Della fede, appunto, dice la vibrazione, dice l’intensità, dice l’affezione e l’attaccamento".
  2. La vita di Nazareth come forma di una Chiesa capace di liberarsi di strutture inutili, per acquisire lo stile domestico della semplicità, dove tutti hanno il diritto di parola, dove tutti possiamo sentirci "piccoli fratelli" e "piccole sorelle" di Gesù. Una Chiesa che è una casa tra le case, che non si impone, che sa stare all’ultimo posto e, da questa postazione privilegiata scelta dal Maestro, sa essere sorella di tutti.

Il santo esploratore Charles de Foucauld, ci aiuti a camminare insieme con tutti gli uomini e le donne che non smettono di avere il coraggio di ricercare la profondità dell’Amore; partendo dall’unica parola necessaria: il Vangelo; nella Nazareth in cui ci è dato di vivere.

Buon primo dicembre, buona festa di fr Charles!

Non stanchiamoci di esplorare i sentieri della fraternità perché...

Jesus est charitas!

Maurizio Tarantino

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